| Il Pg Galgano: «Pm fanatici danneggiano le persone e provocano sofferenze» | | | |
di GIANLUCA ABATE
NAPOLI- Intervista a Vincenzo Galgano — procuratore generale della Repubblica, la più alta carica della magistratura inquirente nel distretto di corte d’appello di Napoli — siede sulla stessa sedia che occupava esattamente sei mesi fa, quando una sua dichiarazione («Ci sono pm che perseguono interessi personali») scatenò un terremoto all’interno della Procura
NAPOLI- Intervista a Vincenzo Galgano — procuratore generale della Repubblica, la più alta carica della magistratura inquirente nel distretto di corte d’appello di Napoli — siede sulla stessa sedia che occupava esattamente sei mesi fa, quando una sua dichiarazione («Ci sono pm che perseguono interessi personali») scatenò un terremoto all’interno della Procura
e portò all’apertura di un’ indagine del Csm. Correva il 14 aprile 2009 è il Pg decise di intervenire direttamente nello scontro tra alcuni sostituti e il capo dei pm, conflitto scaturito dalla decisione di Giovandomenico Lepore di stralciare dall’inchiesta sui rifiuti le posizioni del sottosegretario di Stato Guido Bertolaso e del prefetto di Napoli Alessandro Pansa. Sei mesi dopo, la situazione non è cambiata. Cominciamo da quel documento di Magistratura democratica, l’ala di sinistra delle toghe,L’ha letto? «Sì. Toni irritanti. Dichiarazione irragionevole. Fossi in loro lascerei perdere, non gli conviene...».«La sostanza è che i colleghi di Md hanno trascurato di considerare che chi esercita la funzione giudiziaria deve obbedire alla propria professionalità e alla propria coscienza». La Procura ha chiesto l’archiviazione delle accuse più gravi per Bertolaso e Pansa, ma continua a ipo tizzarle nei confronti degli altri: non è una disparità di trattamento?
«Qui si dimentica, o si vuol dimenticare, che la parola finale spetta a un giu dice, non a questo o quel pm. E poi non ho capito bene chi debba decidere che un magistrato ha fatto bene e che il suo collega ha sbagliato».
Se non lo sa lei...
«La persona che ha adottato questa decisione è un magistrato perbene, non un mascalzone. Ora, come si fa a dire che l’imputazione più lieve è quella sbagliata? È una cosa che stabilirà il giudice: il quale, beninteso, potrebbe anche decidere di ipotizzare reati più gravi. Accusare il procuratore di aver adottato decisioni per non ostacolare l’attività del Governo è una cosa fuori dal mondo. E, guarda caso, chi l’ha difeso pubblicamente? Paolo Mancuso, uno certamente non sospettabile di rapporti di amicizia con il Governo e con il suo premier ».Vuol dire che c’è qualche pm che sbaglia ad applicare le norme?
«Ci sono casi in cui la certezza delle proprie idee diventa fanatismo. E uno degli effetti di questa eccessiva sicurezza è quello di non percepire le opinioni degli altri, di entrare in un meccanismo di irrealtà e di errore, insistendovi». Quali?
«C’è il rischio che il fanatismo di alcu ni pm venga strumentalizzato dall’ester no per lotte politiche, campagne di stampa, trame cui la magistratura do vrebbe rimanere estranea. La conseguenza è un enorme danno all’ufficio del pubblico ministero».
Rischiano anche i cittadini?
«Il fanatismo di questi magistrati pro voca sofferenze alla gente e alla colletti vità. È un costo che i cittadini devono pagare all’autonomia della funzione giu risdizionale ».Ingegni a parte, pensa che i magistrati di oggi siano meno bravi di quel li di ieri?
«Il calo di qualità non è né inferiore né superiore a quello di tutti gli ambienti professionali. Però c’è stato, anche se compensato da alcune eccellenze. È la storia del nostro Paese, del Sud in particolare. Gli altri hanno cento cavallucci. Noi dieci stalloni di razza, ma 90 asini».
(intervista al Corriere del Mezzogiorno del 15 ottobre 2009)
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